Benvenuti al Nord!

Robert Fisk in Bahrain: ‘They didn’t run away. They faced the bullets head-on’ – After Egypt’s revolution, the people have lost their fear. Middle East, World – The Independent.

«Essi sempre umili, essi sempre sudditi, essi sempre infimi,

essi sempre colpevoli, essi che ebbero occhi solo per implorare, essi che vissero come assassini sotto terra,

essi che vissero come banditi in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,  essi che si costruirono leggi fuori dalla legge,

essi che si adattarono ad un mondo sotto il mondo, essi che ebbero occhi solo per implorare,  essi che credettero in un Dio servo di Dio,

essi che cantarono ai massacri dei re, essi che ballarono alle guerre borghesi, essi che pregarono alle lotte operaie ….

… usciranno da sotto la terra per rapinare saliranno dal fondo del mare per uccidere scenderanno dall’alto del cielo per espropriare,

per insegnare ai compagni operai la gioia della vita per insegnare ai borghesi la gioia della libertà per insegnare ai cristiani la gioia della morte,

distruggeranno Roma e sulle sue rovine deporranno il germe della storia antica…

… poi col Papa e ogni sacramento andranno come zingari verso l’Ovest e il Nord con le bandiere rosse di Trotsky al vento»

“La Profezia” – Pier Paolo Pasolini

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New Babylon: Constant Nieuwenhuys

|New Babylon, Constant Nieuwenhuys|
|New Babylon, Constant Nieuwenhuys|

New Babylon (http://www.notbored.org/new-babylon.html) was inspired by and contributed to the work of the Situationists, a group of intellectuals, theorists and writers, as well as artists who were anything but Modernists in the classic capitalist mold. They were inspired by the irrational forms and practices of Dada and Surrealism, and were what we could call neo-Marxists, meaning inspired by Marx’s vision of revolutionary socialism but seeking to use the capitalist system to achieve their ends. Guy Debord and others invented tactics such as derive, psychogeographie, and detournment, which seized upon, then subverted, capitalist notions in order to develop radical ways of living that were meant to culminate in revolution (Archigram first heard of these through Constant’s lecture, no doubt). Constant joined the Situationists early on and became their architect, much the same as Antonio Sant’Elia had done with the Futurists, half a century before. The spaces of New Babylon were intended to be spaces of disorientation and of reorientation, from rational, functionalist society to one that is liberated and self-inventing. It was meant to replace capitalist exploitation of human labor and emotion with anarchist celebration of them.  Its architecture was to provide a complex armature on which could be woven endlessly new, unpredictably personal urban experiences, determined by ever-changing individual desires. In the end, however, the architecture of the New Babylon seemed to overwhelm such playful, radical spontaneity by its sheer weight and monumental scale.

to read the full article: http://lebbeuswoods.wordpress.com/2009/10/19/constant-vision/

“Theorie de la derive” di Guy Debord

|Guida psicogeografica di Parigi, Guy Debord|


”Per fare una DERIVA, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che sapete, ma in base a ciò che vedete intorno. Dovete essere straniati e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l’alto in modo da portare al centro del campo visivo l’architettura e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari”

Fra i diversi procedimenti situazionisti, la deriva si presenta come una tecnica del passaggio veloce attraverso svariati ambienti. Il concetto di deriva è indissolubilmente legato al riconoscere effetti di natura psicogeografica ed all’affermazione di un comportamento ludico-costruttivo, ciò che da tutti i punti di vista lo oppone alle nozioni classiche di viaggio e di passeggiata. Una o più persone che si lasciano andare alla deriva rinunciano, per una durata di tempo più o meno lunga, alle ragioni di spostarsi e di agire che sono loro generalmente abituali, concernenti le relazioni, i lavori e gli svaghi che sono loro propri, per lasciarsi andare alle sollecitazioni del terreno e degli incontri che vi corrispondono. La parte di alcatorietà è qui meno determinante di quanto si creda: dal punto di vista della deriva, esiste un rilievo psicogeografico delle città, con delle correnti costanti, dei punti fissi e dei vortici che rendono molto disagevoli l’accesso o la fuoriuscita da certe zone. Ma la deriva, nella sua unità, comprende nello stesso tempo questo lasciarsi andare e la sua contraddizione necessaria: il dominio delle variazioni psicogeografiche attraverso la conoscenza ed il calcolo delle loro possibilità. Sotto quest’ultimo aspetto, i dati messi in risalto dall’ecologia, per quanto sia limitato a priori lo spazio sociale che questa scienza si propone di studiare, non cessano di sostenere utilmente il pensiero psicogeografico.
L’analisi ecologica del carattere relativo o assoluto delle scissure del tessuto urbano, del ruolo dei microclimi, delle unità elementari interamente distinte dai quartieri amministrativi e soprattutto dall’azione dominante di centri d’attrazione, deve venire utilizzata e completata con il metodo psicogeografico. Il terreno passionale oggettivo in cui si muove la deriva deve venir definito contemporaneamente sia secondo il suo proprio determinismo, sia secondo i suoi rapporti con la morfologia sociale.

Psicogeografia: ” Studio degli effetti precisi dell’ambiente geografico, disposto coscientemente o meno, che agisce direttamente sul comportamento affettivo degli individui.”

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Estratti del testo di Guy Debord, Théorie de la dérive, in Les Lèvres nues, n. 9, novembre 1956, Bruxelles; ripubblicato senza le due appendici in Intenationale Situationniste, n° 2, dicembre 1958, Parigi; trad.it. Internazionale Situazionista, Nautilus, Torino.

Testo completo : http://gliocchidiblimunda.wordpress.com/2009/12/14/teoria-della-deriva-di-guy-debord/