Sustainability through brick: BrickStainable

The winners of this year’s Brickstainable design competition were announced last week.

I’m particularly taken by a submission called BeadBricks by Rizal Muslimin, described as able to facilitate the design of microclimates “in and around buildings” by allowing variable levels of porosity in the facade. BeadBricks could thus allow architects “to modulate the environmental factors including sunshine, wind, thermal mass, and evaporative cooling.”

The system, Muslimin explains, consists of “two bricks (A and B) with four basic rules that can generate shape in one, two and three dimensional space.” Further, “the bricks are decorated with a pattern that can generate various ornaments by rotating them along its vertical or horizontal axis.”

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JANUB_ Sud e significato

JAM session, molteplicità congestionata, ma anche marmellata. È la sintesi di quello che sentiamo di voler dire e fare attraverso questo network. Sessioni di discussione che attraversano la molteplicità dei linguaggi, delle competenze, degli interessi.

ARCHITECTURE, perché un’altra architettura è possibile e auspicabile. Architettura in quanto progetto di luoghi destinati alla vita dell’uomo. La qualità degli uni pervade obbligatoriamente ed essenzialmente anche l’altra. La pluralità diviene un principio guida, capacità di misurare ed armonizzare strutture, spazi, insediamenti.

NEIGHBORHOOD, non siamo entità cieche di spirito, ma solo una catena di esseri umani in un mondo in trasformazione (B. Lancaster, Il Gattopardo). Gli occhi degli altri sono indispensabili a comprendere un luogo; le differenze si esaltano, il reciproco scambio valorizza le conoscenze e arricchisce di competenze indispensabili per interpretare i processi di trasformazione. Il vicinato rappresenta il reale dinamismo umano.

URBANISM, insistiamo sui meccanismi attraverso i quali si crea la metropoli contemporanea; spazi e infra-spazi, che fanno comunicare realtà formali ed informali. Trasporti, alloggi, spazio pubblico e pianificazione sono al centro dell’indagine per gettare le basi di nuove spazialità vitali.

BHO è la risposta ultima alle domande fondamentali sulla vita, l’universo e tutto quanto…

Tutto questo è JANUB (in arabo, SUD), un laboratorio di ricerca che tratta della molteplicità e dei territori della contemporaneità. Arte, architettura, urbanistica, antropologia, sociologia, ecologia, e paesaggi futuri in tutte le loro specifiche accezioni sono inevitabilmente il territorio primo di confronto da cui parte l’esperienza del network.

JANUB condensa i vari linguaggi al fine di non ricondurre l’interpretazione dei significati ad un sistema di controllo univoco.


SUKH DEV La città invisibile

SUKH DEV

Regia: Giuseppe Frisino e Afro Carpentieri
Montaggio: Giuseppe Frisino e Afro Carpentieri
Produzione: Muud Produzioni
Italia, Anno 2010

Singh comincia la sua giornata in un vicolo del centro storico di Lecce e, accompagnato solo dal cigolio della bancarella, giunge nella sua piazza preparandosi ad una nuova giornata di lavoro. La luce e le ombre sul volto di un uomo, immobile decorazione alla transitorietà, sono gli echi di un Sud e del suo multiforme immaginario, raccon- tato attraverso l’impaziente attesa di un ritorno in India.

Rail Road to Janub

JanubGraphic from JR Art-Photographe

Il primo obiettivo che si pone JANUB è quello di concretizzare e attualizzare il risultato delle analisi condotte nel Blog attraverso i vagoni della F.S.E. (Ferrovie Sud-Est), nuovi portatori fisici di significati altrimenti solo ideologici.

Per leggere l’intera proposta alleghiamo il PDF: Rail.Road to Janub

Ne trascriviamo solo un piccolo stralcio:

(…) – Beh, nel nostro paese, – disse Alice, ancora ansimante un poco – se si corre velocemente per lungo tempo, generalmente si arriva da qualche parte.
– Un paese lento – disse la Regina – qui, vedi, puoi correre quanto vuoi e ti ritrovi sempre allo stesso posto. Se vuoi arrivare da qualche parte devi correre almeno due volte più veloce di così! (…)
(cfr. “Alice nel Paese delle Meraviglie” – Lewis Carrol)

Perché le F.S.E.?
La perdita di funzionalità e di comodità delle ferrovie è innegabile, ma secondo noi mantengono tutt’oggi un valore intrinseco di lettura del paesaggio salentino attraversandolo in tutte le sue componenti. Sono un legante storico che mette in comunicazione identità differenti.
Perché per noi potrebbero funzionare ancora?
– Rappresentano una nuova idea di mobilità non solo fisica, ma soprattutto di idee che devono riprendere a circolare.
– I vagoni diventano veicolo di informazione, interfaccia per il blog, veicolo di decongestione urbana e di nuovo sviluppo economico. Veicoli “slow” (50kmh) che rispecchiano modi di vita “slow”. Un nuovo tipo di avanguardia dove caos e congestione trovano tempi e luoghi per divenire valori formativi e costruttivi.
Il nostro obiettivo è creare delle attività all’interno dei vagoni delle Sud-Est per ampliare il bacino d’utenza delle ferrovie, ridurre l’impatto ambientale in maniera diretta (più persone in treno, meno in auto) e trasformare i beneficiari di questa attività in attori consapevoli del cambiamento.
I fruitori del progetto Janub sono sia  i “locali” (utenti abituali della ferrovia e coloro che sono distanti dall’utilizzo di questo mezzo di trasporto) che  i turisti che, specie nei mesi estivi, affollano il nostro territorio. Ma Janub è anche, proprio per sua natura, un progetto “esportabile”.. anzi questo è il nostro auspicio!!

“Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perchè andare a piedi e’ sfogliare il libro e invece correre e’ guardarne solo la copertina. Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l’anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada.
Bisogna imparare a star da se’ e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani. Andare lenti e’ incontrare cani senza travolgerli, e’ dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, e’ trovare una panchina, e’ portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo. E’ suscitare un pensiero involontario e non progettante, non il risultato dello scopo e della volonta’, ma il pensiero necessario, quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.”
(cfr. pag.13 “Il pensiero meridiano” – Franco Cassano)


Interpretazioni Futuribili _ JanubGraphic

“Gli altri si vantino per le pagine che hanno scritto; io vado orgoglioso per quelle che ho letto”
(cfr. “Elogio dell’ombra” – Jorge Luis Borges)

Some Joint | QuaDror

February 23, 2011 | Today, at the opening of the Design Indaba conference in Cape Town, South Africa, the designer Dror Benshetrit of Studio Dror unveiled QuaDror, a space truss geometry that he invented and patented. Although the words “space truss geometry” may not sound sexy at first, QuaDror’s potential is impressive: its interlocking, load-bearing members function at several scales, from the small (a table base or room divider) to the large (a bridge support or structure for a house). When used in multiples, these forms are not only as stable as a solid cube (while using only 20 percent of the volume), but also have acoustical properties, as in a highway sound barrier. But the application about which Dror is most excited is that of emergency housing. The QuaDror Home is a kit that includes instructions, tools and QuaDror universal joints — to which structural members (of wood, bamboo, etc.) can be attached. Because these pieces take up so little room, Dror estimates that 1,750 of the kits can be shipped in a single 40-foot container. Small, sturdy houses can be built with whatever local materials are available, making them even more cost-effective, not to mention sustainable. The first QuaDror Home kit is just beginning production, and the studio hopes to build its first houses in Sierra Leone and Brazil next year.

Pilar Viladas | NYTimes

BrainForum – The Color of Thought

| A sx ippocampo e corteccia celebrale, a dx "Rot-Blau-Gelb" di Richter |

The BrainForum 2011 will be enhanced by an exhibition of extraordinary giant images of the brain illustrated by color effects using the “Brainbow” technique. The images, produced by scientists from laboratories all over the world, evoke modern art paintings. The curator of the exhibition, Angelo Bucarelli, enjoyed finding a match in similarity, for all the photos to some of the most known masterpieces by Klee, Mirò, Dalì and Kandinski.

| A sx una lesione celebrale, a dx unopera di Mirò |

For one month, the street of Corso Vittorio Emanuele in Milan will provide the setting for this exhibition starting on the 12th of March.

| A sx limmagine di un neurone, a dx "Lalbero della vita" di Klimt |

Tra scienza e arte, le immagini del cervello catturate dagli scienziati nei loro laboratori svelano inaspettate analogie con i capolavori dell’arte impressionista e astrattista. Le immagini sono raccolte in una mostra curata da Angelo Bucarelli, che espone gigantografie del cervello colorato con la tecnica brainbow, accostate a opere d’arte. La mostra è uno degli eventi collaterali del BrainForum 2011, convegno dedicato ai nuovi studi sul cervello, in programma il 4 e 5 aprile a Milano.

| Tokyo by night |
| Il processo molecolare che immortala il ricordo nel cervello |