Janub in pratica…nello spazio pubblico

| Mappa ipertestuale S.Pio, JANUB 2011 |

Janub ha dato il via alle attività partecipando al concorso di idee LECCE CITTA’ PUBBLICA sulla questione dello spazio pubblico.

Il punto di partenza della riflessione del laboratorio di ricerca urbana Janub è l’idea che lo spazio pubblico è uno spazio polisemico e polimorfe che accoglie plasticamente nella propria porosità significati e pratiche del“quotidiano”.

In quanto gruppo multidisciplinare la nostra proposta ha condiviso la volontà di sviluppare una riflessione metodologica su come orientare i processi di cambiamento dello spazio pubblico nella città di Lecce.

Il nostro lavoro si è concentrato in una riflessione sulle modalità di osservazione e progettazione dello spazio pubblico e non in una proposta progettuale.

Più sguardi, più punti di vista e più interpretazioni a confronto : una paesaggista, un architetto, un sound-maker, un antropologa e una documentarista hanno ascoltato i suoni e le voci dei luoghi, dialogando con chi li vive e ideando insieme le possibilità dello spazio reale e immaginario.

Janub si è messo alla ricerca nel rione San Pio (nella città di Lecce), di spazio pubblico inteso come luogo di dialogo tra lo spazio-mondo, lo spazio-città e lo spazio individuale.

Tre luoghi simbolici sono stati scelti : le ex-manifatture tabacchi site in via Dalmazio Birago, le corti degli insediamenti IACP (Istituto autonomo case popolari) e il connettivo stradale di questa area. Noi crediamo che sia importante partire dalla spazio delle periferie per promuovere altri significati non appartenenti alla sola sfera del turismo che implodono il centro-storico. Dalla periferia verso il centro questi significati creerebbero delle pubbliche polifonie disordinate.

La nostra analisi ha cercato di mettere a sistema : l’osservazione del vuoto e delle sue possibilità (l’ex-manifatture tabacchi luogo lasciate all’abbandono da anni cosa diventeranno nell’avvenire?); l’interpretazione delle pratiche quotidiane nell’utilizzo dello spazio delle corti delle case popolari e il connettivo stradale.

L’osservazione ha portato alla creazione di un plastico in cui ogni elemento (rappresentato con la porosità della spugna) tendeva delle direzioni (messe in scena attraverso l’uso delle fibre ottiche), delle connessioni e creava un alternativa di rapporti (il rione è rappresentato su una scala maggiore di quella del centro storico) trasformando questi luoghi in significati dello spazio pubblico.

| Plastico tridimensionale, materiali : legno, spugna, spezie, fibre ottiche, cartone, tessuti. Dimensione : cm. 140*95, JANUB 2011 |

Gruppo Lecce Città Pubblica: Sean Black ( sound designer), Afro Carpentieri (architetto), Sania Chanfi ( documentarista), Claudia Mollese (antropologa), Simona Serafino ( paesaggista).

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